Val Chisone…. E dove sarà mai? Da tempo leggevo post su fb della gara. Incuriosiva il nome, ma per qualche alchimia strana, sapevo non essere poi vicino a casa mia. Scopro poi che la gara è organizzata da Omar che mi invita a esserci.

Miseria controllo dove devo andare, uhmmm zona Sestriere. Ero stato in Val Pellice in passato, bei posti, ma veramente lontani. Ma si dai, leggo partenza e arrivo da rif Sellieres 2000mt slm… Ok sa da farsi, l’altimetria si alza subito e non scende mai sotto l’altitudine di partenza.
E’ il sabato prima, quello del Gran Trail di Courmayeur, non sto per nulla bene, decido per un sereno ritiro, condividendo però con Omar gran parte della gara. Mi propongo come scopa perché so di non recuperare in una settimana… e poi così una settimana dopo dopo al rifugio. Veramente sperduto, in una conca ai piedi di belle montagne. Ancora non so se farò la scopa. Mi si avvicina la cameriera, mi guarda e mi suggerisce la cena dell’atleta a base di antipasti pasta pomodoro, pollo e acqua; la mia controproposta è quella di dire che io non sono atleta, pertanto ok antipasti, crespelle, arrosto, dolce, ½ di rosso, vino e liquore della casa.
Al risveglio domenicale ottima colazione e vengo a sapere della conferma scopa! Yes si parte, capisco da subito che il percorso sarà tecnico, perché da subito irregolare nonostante un sentiero apparentemente semplice. Poco dopo pochi km lo scenario cambia, salite belle impegnative, il colletto col primo ristoro e il successivo visto Monviso. Da lì il consiglio al rientro delle due ultime atlete scortate, non ce l’avrebbero mai fatta a stare nel cancello. Inizia da lì un percorso incredibile… discese tra sfasciumi e massi enormi, nevai e risalite altrettanto tecniche. Il soccorso alpino è nei punti giusti, altri volontari sul percorso, balisaggio perfetto. Rientriamo sui “nuovi” ultimi . Da li dovremo sbalisare oltre che accompagnare gli atleti. Discesa su single track molto insidioso risalita infinita verso il successivo colle. Nulla di semplice, sempre tirata la tracciatura di questo percorso. Ancora neve, mi diverto alla grande a scivolarci sopra. Per gli ultimi la stanchezza si fa sentire, ancora una ultima salita che mi ricorda molto Andorra ultra trail, ma per fortuna più corta. Si scollina salutando e ringraziando chi è lì ad aspettarci. La discesa verso rifugio.
7h 30 min per fare 21 km e 2000 d+ la dicono lunga su questa dura e stupenda cavalcata che spero il prossimo anno di rifare magari in gara. Sfrutto da ultimo concorrente la doccia del rifugio, mi sparo il pranzo/cena. Mi accorgo che anche questa volta sono l’ultimo del terzo tempo e allora mi dico che è ora di rientrare a casa visto il non “corto” viaggetto.
Ringraziò Omar per questa bella esperienza in montagne che meritano di essere vissute!

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