Forse piccola ma grande. Bella ed affascinante. Monte Barro! Si può incominciare da li per conoscere il mondo delle sky, dei chilometri all’insù.
Pensare che sia poca roba è utopia, perché bisogna salirci per bel tre volte su quel monte. Pensare che sia poco sky è ancora utopia e ben lo sa chi conosce la zona, i passaggi tecnici non mancano. Peccato forse non svettare in cima, che per me si poteva fare. Pensare poi che sia poco segnata è ancora utopia, specialmente per chi nelle retrovie, io, negli ultimi chilometri si troverà al buio. Diciamo un piccolo mix che ne fanno della BSN una garetta dal suo fascino particolare.

Unico timore un cancello posto alla fine della 2a salita che mi sembra tirato. 1h30 dopo 7km e quasi 900mt di dislivello mi parevano troppi. Fra l’altro non avevo mai sentito di cancello tirato alla BSN e qualche dubbio lo avevo… al ritiro pettorali chiedo conferma e mi assicurano che c’è errore di stampa su regolamento. Cancello a 2h. Meglio, si viaggia tranquillamente anche se piccola sfida di starci dentro sorge e così si parte con un obbiettivo che rimane solo virtuale. Passare nell’ora e trenta.
Pronti via. Si corre e si sale subito! A freddo diventa più astio! E allora ci si posiziona nelle retrovie.. finito il primo verticale all’insù su asfalto si entra nel sentiero e incomincia la corsa. Tre salite toste la prima praticamente in piedi la seconda più soft anche se più lunga, belli i passaggi in cresta tra un corno e l’altro per poi passare affianco alla vetta fino ad arrivare alla sella dei traversi dove è posto il cancello. Fino a qui abbiamo tiracchiato un po’ per vedere di passare bene. Ed infatti si transita una manciata di secondi prima dell’ora e trenta. Anche se si aveva ancora un margine di mezz’ora la nostra soddisfazione di aver passato entro i tempi un cancello segnato per errore a un’ora e trenta. Soprattutto una piccola rivincita sul passato. Da lì in poi si corre più tranquillamente fino al traguardo in salvaguardia articolazioni e pensando di arrivare bene. Come poi così è stato. Arrivo al buio con sottofondo musicale “el passitos” così da far dopo il bip del passaggio sotto il traguardo, con Enza, due passi al ritmo del ballo latino…
Poi un annuncio al microfono dove l’organizzazione vuole dare un piccolo riconoscimento ad Enza per essere stata la decima donna arrivata. Non rimane che aspettare e vedere le premiazioni e poi col sorriso ci si porta agli spogliatoi per la doccia e la consapevolezza di aver passato una giornata in allegria su un monte piccolo, ma che nel suo piccolo può essere considerato grande.
Grazie agli organizzatori, volontari e sponsor. Senza di loro non sarebbe stato possibile tutto ciò…

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