Dopo anni torno sul Gargano, sbiaditi ricordi di una vacanza di 20 anni fa, questa volta però non a Vieste, ma a Mattinata, un tranquillo paese con una vasta area di ulivi a far da cuscino verso lo splendido mare. Il calore della gente del posto lo percepisco sin dal primo caffè sorseggiato nella gelateria del paese in attesa che Michele Piemontese (organizzatore) venga a recuperarmi per portarmi nel residence dove alloggerò per 4 unici e magnifici giorni.

L’andirivieni di persone alle 7 di mattina è impressionante, tutti che salutano come dovrebbe essere nella normalità della vita e della buona educazione. E il gestore del bar che già intuisce io sono in loco per la gara che ci illustra un po’ di “Mattinata” e il percorso che faremo. I saluti a Michele, che alla fine farà gli onori di casa offrendomi anche la colazione, e via verso la mia dimora.
Ulivi bellissimi nascondono il mare, stradine si intrecciano, masserie e lidi si alternano in quello che sembra quasi essere un unico villaggio turistico. Il residence hotel “ Torre del porto” stupenda struttura, con zona giochi e piscina; corpo centrale con cucina e sala da pranzo e attigue in strutture molto curate e pulite gli appartamenti.
L’accoglienza è stupenda , certo potrebbe sembrare ovvia verso un cliente, ma da subito capisco che non è la “solita” ovvietà. Con molto sorpresa poi trovo a fare colazione l’amico Marco Bethaz che da lì a poco sarà protagonista della 15 km. Prendo possesso dell’appartamento, il tempo di sistemare due cose e salgo di nuovo in paese per vedere la loro partenza e il loro arrivo. In paese poi incontro la sempre bella ed esuberante Carmela Vergura, con la quale mi lega da anni un bella amicizia. La gara parte veloce e arriva ancora più a manetta, oltre ad applaudire gli atleti non mi resta che condividere parte del ristoro finale, che poteva soddisfare le esigenze del paese intero. Alla sera c’è il Gargano in piazza. Un piatto di orecchiette ricotta e pomodoro, una fetta di cacio fatta saltare in padella, un po’ di birra e la cena è già che servita.
Sono abbastanza cotto, ho guidato tutta notte per essere lì già dal mattino, così da guadagnare un giorno di permanenza. Vado a coricarmi, alle 4.15 mi suona la sveglia, gesti ripetuti n volte e alle 5.30 sono al via di questa nuova avventura. Con Giovanni Ruocco e Alessandro Bringhen scambio 4 parole. Provo a fare le foto col cell di mio figlio ma invano. Il passaggio malefico sulla spiaggia, 2 km di sassi e sabbia e poi l’entroterra. Cado, le dita sanguinano e iniziamo bene, da lì a poco scopro anche molto peggio: nella caduta ho perso il cell di mio figlio! Avviso l’organizzazione, quasi sicuramente si dovrebbe trovare sul percorso, spero lo trovi qualcuno in gara. Questo non ci voleva, sono fortemente contrariato e deluso di aver perso il cell. La testa per un bel po’ non è in gara. Poi col passare del tempo mi rassegno e cerco di godermi lo spettacolo dell’abbazia benedettina oramai con poche mura, la stupenda foresta umbra, i ristori dove trasuda il calore umano delle persone.
Il percorso è veloce, ma alle 12 il caldo è veramente tanto, cominciano le avvisaglie di cedimenti. Fontane non ce ne sono, occorre sempre aspettare i ristori (tanti per fortuna) per poter trovare un po’ di sollievo. Si scambiano sempre volentieri 4 parole con i volontari. Sento un po’ la pressione di essere primo, e questo mi pesa. Non tanto per la “paura “ di essere rimontato, ma perché al traguardo c’è mio figlio, al quale in questi 10 anni che corro alla sua perenne domanda “hai vinto?” ho sempre risposto no, e lui con un piccolo briciolo di delusione a sorridermi e dirmi sempre “sei stato bravo lo stesso papà” . Ora sto correndo solo per lui! Sento i crampi ovunque, la forza viene meno, ma sento la spinta da dentro. Davide è al traguardo, non posso arrendermi. Già lo immagino in febbrile attesa. I soliti buontemponi spostano le balise! Manca poco all’arrivo, non so cosa fare. Chiamo l’organizzazione, si cerca di capire cosa fare e soprattutto cercano di capire dove sono per darmi le dritte giuste. Mio figlio era lì vicino, capisce tutto. Appena termino la chiacchierata, mi suona il cell, è lui! Preoccupatissimo del mio sapere dove andare e del fatto che possa essere superato. Il tutto per fortuna viene risolto, rientro sul percorso originale, incontro quelli della 34 km e mi dirigo mischiato a loro verso il traguardo…
Non realizzo neppure di essere alla mia prima vittoria, voglio solo vedere mio figlio in faccia, lo aspettavo sul rettilineo, ma lui non c’era, era dopo lo striscione, voleva vedermi arrivare. Lo abbraccio. Lo bacio. Sento il suo cuore per una volta orgoglioso del suo papà.
E’ il regalo più bello della mia vita.
Il tempo di salutare e ringraziare e mi siedo poco dopo l’arrivo a gustarmi un po’ di relax e ombra.
Davide non mi abbandona, mi abbraccia in continuazione, va prendermi da bere e da mangiare. E io sono felice per lui. Aspetto Giovanni e Alessandro, nel poco tempo passato alla partenza li sento già amici, assieme facciamo la foto ricordo. E’ ora di andare a lavarsi via la stanchezza della gara.
Rientro per le premiazioni di rito. Tanta gente, tutto molto bello. Alla sera sono di nuovo in piazza, c’è l’ultimo concorrente in arrivo. Modello TOR vado incontro e con tutto lo staff della Gargano running week lo scortiamo all’arrivo, la scena è sua, ed è bello vedere che non è solo, ancora gente al traguardo ad aspettarlo. Da noi ci sarebbe solo il giudice di gare un paio di organizzatori, le scope e i parenti stretti ad aspettarlo; ma qui siamo sul Gargano “benvenuti al sud” di Bisio è più che reale. Calore e riconoscenza verso tutti gli atleti. Grandioso!!!
Il resto della mia permanenza è godermi dei posti, della gente che in questi giorni non smette mai di stupirmi con il loro altruismo. Una esperienza unica, bellissima, che mi ha lasciato ricordi fortissimi nel cuore. Potrei scrivere per ore, senza mai tediarvi, ma poi il tutto si perderebbe in un mare di parole. Sono contento di essere stato sul Gargano , e se non sapete dove andare Mattinata, la sua gente, il residence e il mare vi aspettano e sapranno cullarvi nel loro modo di farti sentire a casa. Grazie grazie amici. Vorrei menzionare ancora 3 persone in calce al mio scritto: Angelo Granatiero tutto fare, appassionato di trail e della sua terra , oltre che gestore del residence; Carlo Di Ciucco (non so se cognome tutto attaccato), forza e simbolo di questa voglia di fare, che con tutte le principesse (dello staff) al suo fianco mi ha fatto ridere tantissimo oltre che correre in sicurezza; Francesco Refolo che a San Giovanni rotondo è riuscito in poche ore a farmi mangiare più calorie che in una settimana, ma soprattutto farmi sentire un amico di vecchia data.
Anche questo è trail, ma soprattutto questo è il Sud…

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1 commento on Gargano runner week

  1. Ciaci ha detto:

    The winner is… :)

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