Freddo, tosse, influenza.. L'inverno quest'anno non ha lasciato tregua. Solo ora incomincio a respirare meglio e riporre, finalmente, il termometro nello stipetto del pronto soccorso casalingo. La voglia di correre sale, soprattutto dopo le bellissime giornate limpide di questi giorni. Ieri un vento caldo ha spazzato via un po' di grigiori padani accendendo cosi un panorama sulla Brianza da cartolina. Bene! E domani si corre a Sirtori. Gia! Sirtori. Una delle miglior tapasciate dell'anno, per come intendo io correre.

 

E' da un po' di anni che quella classica non rispetta il tradizionale percorso, è da un po' di anni, che causa maltempo: la neve! Si opta per un tragitto su asfalto perdendone quasi tutto il suo fascino. Si, certo! Rimane sempre quel dislivello importante che affascina a chi piace correre all'insù, ma manca il sentiero che il meteo rendeva al limite della praticabilità. Ma quest'anno no! Quest'anno si tornerà a correre sul classico tracciato. E già io mi assaporavo l'evento, sapendo a cosa andavo incontro.

Mi ritrovo da solo col mio scooter a raggiungere il ritrovo, a -8  mi congelo un po' tutto, ma nel frattempo un timido sole, che so che si rafforzerà, renderà il rientro meno traumatico.

Bello rivedere il mio gruppetto di Euroatleti salutarmi e aspettarmi per partire insieme. Bello ritornare a correre con i miei simpatici tapascioni. Pronti, dopo piccola coda per iscriversi, si parte.

Con loro faccio solo pochi chilometri, il ritmo è elevato ed io ancora convalescente preferisco andare più tranquillo. Poi lo so, loro vanno come dei matti, e per me sarebbe stata una tirata. Rimango con Silvano, mitico pensionato, con tanti chilometri sulle gambe. Il ritmo è quello giusto, bello e non tanto lento. Nelle ascese aumento di mio come allenamento per migliorarsi e poi rallento per ricompattarmi. Nel frattempo non rimaniamo soli. Veniam raggiunti da chi apprezza in nostro andare. La compagnia si fa più bella e la corsa diventa ancor più meravigliosa. Ora siamo all'interno della val del Curone, e il correre all'interno dei sui sentieri affianco alla vetta dei Cipressi, con un paesaggio da cartolina è una spettacolo! E poi mi chiedono: "perchè vien fin qui a faticare…"

La salita si fa dura, e il podista oltre le gambe ci mette il cuore, si vede. Si stenta, si corre e si raggiunge l'agognata vetta per poi ridiscendere e ritornare a salire, e tutto su sentiero.

Che bella che è quella valle. Si intravede il santuario di Montevecchia e dietro le lontani Alpi a far da cornice. Sapevo che venire a Sirtori sarebbe stato splendido. Ora si scende, arriva il traguardo, si saluta qualcuno e si torna sul tracciato a recuperare chi è rimasto indietro. Giusto, giusto per fare qualche chilometro in più. E si! C'era voglia ancora di correre. Ma la tapasciata è finita, recuperato i cocci si ritorna alla partenza e ci si saluta. Intanto il sole si è invigorito, e il freddo si è affievolito. Salgo sullo scotter guardando un cielo senza nuvole e respirando una aria frizzante pura, ora ci sono 8/9 gradi e il gelo, con una giornata cosi, non si sente più.

All'anno prossimo Sirtori. E, si! Quet'anno è stato proprio un bel correre…

E domani? Siamo ancora in inverno e dicono che nevicherà ancora….

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1 commento on Montevecchia e Val del Curone, li a Sirtori.

  1. fluido ha detto:

    ….eh eh eh … la valle del curone… tanto cara

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