Son stanco! Il caldo dei ultimi giorni e la corsa di domenica mi hanno affaticato un po'. Era da un mese che non facevo lunghi e domenica quelle quasi 3 ore di corsa mi hanno sfiancato. Poi lunedì in Grigna, per quasi sette ore col figlio ed un amico ciclista, avevano ulteriormente indolenzito le gambe. Servivano un paio di giorni di riposo per affrontare un'altra escursione anche se meno impegnativa delle altre. E cosi avevo programmato un paio di giorni riposo prima di andare a fare la cresta della Giumenta. 

le foto…

Guardo le previsioni meteo e… ecco la sorpresa! Brutto dopodomani e pure sabato! Allora avverto il mio compagno di avventure e gli propongo di andare domani, ma a lui il giro in Grigna l'ha segato. Gambe out, mi dice. E lo capisco, in fondo va solo in bici e andare su e giù per i monti comporta noie muscolari non indifferenti! Il figlio, anche lui accusa qualche dolorino alle cosce, quindi meglio lasciarlo a casa. E cosi rimango da solo. Non so se andare oppure aspettare più avanti, magari in compagnia. Son stanco e un po' di riposo non può che farmi bene. Non so che fare. Vado a letto pensando all'indomani e punto la sveglia alle 7:30… poi deciderò!

Il sole entra nella mia camera e mi sveglia, sono le 6:30! Voglia di dormire non ce n'è più. Penso al periodo di stanchezza che mi porto dietro e intanto guardo fuori… giornata stupenda, un'alba meravigliosa. E allora? Via a vestirsi, riempire la borraccia, mettere una maglietta di ricambio nello zainetto, accendere lo scooter e partire per Erve. Pare un richiamo e io vado. Da solo sui sentieri, sembra un'avventura.

Trovo una Erve freschina, il caldo afoso sembra averci lasciato. Questa volta decido di usare i bastoncini e devo dire che sono un validissimo aiuto. Il tempo di bere un caffè e sono già a faticare sul Prà dei Ratt, che conosco bene. Mi accorgo che forse dovevo salire da un'altra parte per arrivare al Magnonedo, prima vetta del programma. Avevo scaricato un percorso circolare da internet, e il GPS continuava a segnarmi "fuori percorso!". Ma fa niente, dalle cartine visionate prima di partire avevo trovato una soluzione diversa: c'era una traversata bassa quasi alla fine del Prà di Ratt che mi portava al Magnodeno.

Salgo e raggiungono un escursionista che era partito una decina di minuti prima di me. Gli chiedo se conosce quella variante e lui molto gentilmente si offre da guida, mi indica una scorciatoia e mi fa attraversare delle roccette, molto esposte, che mi riportano sulla retta via. Una variante usata dai cacciatori che pochi conoscono, mi dice, con dei passaggi veramente belli, l'unico neo è che non ci scambiano per prede! Comunque vengo tranquillizzato dicendomi che in questo periodo non ci sono. Meno male! Poi mi spiega la montagna, il tragitto che devo fare e il sentiero che devo prendere. Meglio non potevo trovare. E cosi quella uscita che sembrava solitaria comincia a prendere una piega diversa. Il richiamo della montagna, e si! Stamane, qualcosa ha fatto si che vincessi la pigrizia e fossi qui.

Si arriva al bivio, saluto la mia improvvisata guida, lo ringrazio per avermi fatto conoscere quella bella ed esposta scorciatoia e proseguo da solo lungo la variante che mi porta al Magnodeno. Cammino, poi.. non so… ma mi vien voglia di correre. Forse quella vallata, quel bel sentiero, anch'esso esposto, m'ha fatto venire quella voglia di correre. Ma è un correre tranquillo. E' il corrikkio! A me tanto caro. Cosi apprezzo i luoghi che transito senza l'affanno della corsa veloce, lasciandomi al mio corrikkio. E arrivo al Magnodeno.

La giornata è limpida, la gente in vetta è parecchia. La vista e i panorami sono stupendi!  In me i ricordi della skyrace Val san Martino fatta anni addietro, dove valicai questo punto al limite delle mie forze! Ma oggi è diverso. Oggi son qui per gustarmi questa vetta. Due chiacchiere con un simpatico pensionato e poi via di corsa all'attacco della cresta della Giumenta.

Corrikkio fino ad un cartello che mi avvisa dell'inizio della via attrezzata con i consigli di come va usata l'imbragatura. Mi preoccupo un po' non avendo l'attrezzatura, ma proseguo ugualmente avendo chiesto a diverse persone di come fosse il percorso e che non avesse grosse difficoltà tecniche. Anche se, per chi non fosse sicuro, l'essere legati può dare tranquillità onde evitare di commettere errori fatali. Iniziano le catene e proseguo camminando. Il bello di percorrere le creste è l'avere i panorami sia a destra che a sinistra del sentiero. Tratti veramente belli. Molto esposti. Corde e catene danno sicurezza, ma il passo in alcuni punti deve essere deciso e sicuro, perché non sempre ci sono le corde in aiuto, anche se tutto sommato il sentiero lo trovo molto ben arredato. Transito dalla croce, sosta e via. Bello l'ultimo Torrione, dove le difficoltà per superare un canaletto aumentano. Avevo letto che si poteva evitare quello strappo seguendo una variante laterale, ma quando sei lì… non eviti più nulla!

Scendo fino a una cappelletta e mi fermo un attimo. Poi alcuni escursionisti vedono dei camosci sul Resegone. E io penso a quel richiamo di stamane. Cosa mi sarei perso se avessi dormito! Risalire le roccette e vedere con quanta agilità si muovevano quei animali in posti cosi insidiosi, non ha prezzo! Balzi, saltelli, corsetta e via cosi… nel loro habitat naturale. Che spettacolo!

Scendo ancora, transito il passo Fo e comincio a capire che il giro sta finendo. La giornata volge al termine. Arrivo alla capanna Monzesi, guardo l'orologio che mi segna mezzogiorno. Non era in programma, ma mi siedo ugualmente prenoto uno stinco con polenta accompagnata da una bella birra grande, che mi aiuterà a fare la discesa più velocemente, cosi da recuperare il tempo "perso" a mangiare…

Camminato, corso, corrikkiato, salito, arrampicato, sceso, scivolato, abbuffato, bevuto, chiacchierato e conosciuto simpatiche persone… se penso a stamane che non avevo voglia, mi domando cosa devo ringraziare per la graziosa giornata… non so… forse quel richiamo, il richiamo della montagna e di correrla divertendosi…    

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6 commenti on La cresta della Giumenta. Il richiamo…

  1. fluido ha detto:

    bel racconto !!! bel giro

  2. silvio ha detto:

    bel giro…..dovresti andare più spesso in montagna….ciao ciaci :yes:

  3. marco stra ha detto:

    Bellissimo giro, da noi affrontato recentemente al chiaro di luna! Prova a rifarlo in autunno: vedrai i colori dei faggi in tutto il loro splendore!

  4. dany ha detto:

    “mi domando cosa devo ringraziare per la graziosa giornata… non so… forse quel richiamo, il richiamo della montagna e di correrla divertendosi… “…ringrazia anche te stesso…la Montagna ti ha permesso di vivere tutto questo perchè tu l’hai voluto…bel racconto :yes:

  5. jolik ha detto:

    bel gir davvero lo conosco bene ed è davvero uno spettacolo
    braco ciaci

  6. Ciaci ha detto:

    Grazie ragazzi!
    Era da un po’ ke nn scrivevo, un po’ x mancanza di tempo un po’ x mancanza di stimolo… e ieri mi è venuta l’ispirazione.
    Son contento ke siano piaciute quelle mie 4 righe.
    Tornerò in montagna? Ma si! basta ke lavoro di meno ed è fatta!!! Semplice? Mica tanto…
    Per adesso preferisco le tapasciate, e alcuni di voi li trovo puntualmente, ma ogni tanto buttarsi a fare queste cose nn è male, ma bisogna avere tempo…
    Se vedùm…

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