Descrivere giornate come quella vissuta al Tadda non è facile, anzi credo sia impossibile, perchè le parole non renderebbero giustizia.

Ti ritrovi con circa 40 persone alle 8.15 di mattina, te ne aspetti qualcuna meno visto il meteo non proprio dei migliori, ma decisamente meglio del previsto.

Le foto…

Tanti gli amici che vengono da lontano, tanti coloro che per la prima volta faranno il giro sulle sponde dell’Adda.

Diversi gli amici che consapevoli delle proprie caratteristiche, decidono di fare solo parzialmente il giro.

Si parte con un folto gruppone, nel profumo della natura che ci circonda, si ode il ciacolare dei trailers, che con andatura degna di un TA si dirigono tranquilli verso Imbersago e il duo traghetto di leonardesco progetto.

Lungo il tragitto, una temperatura più mite del previsto, obbliga soste per alcuni amici troppo coperti.

Ma nessun problema, avranno tutto il tempo per rientrare comodamente senza dover tirare il proprio motore fuori giri.

Eccolo il traghetto, come punto prestabilito, ci si raduna; altri punti “ritrovo” saranno dislocati lungo il percorso, perchè questi seppur son 44km di corsa, seppur si può considerare un allenamento, non è la motivazione che ha spinto tutte queste persone sulle rive del fiume.

Ritrovarsi, mischiarsi, parlarsi , divertirsi, osservare la natura è il “perchè” del TA.

Altro a mio avviso c’entra veramente poco, se qualcuno mai penserà di partecipare credendo di fare un allenamento di quelli seri, ha sbagliato posto.

E così la giornata prosegue col battere dei piedi sull’alzaia, sino a Brivio, dove purtroppo ahimè s’ha da fare l’unico tratto veramente extra TA, un km di asfalto e forse più, che ci fa perdere un po’ di “poesia” ma non di allegria.

Il giro dell’oasi con le guardie venatorie che ci osservano, è il preludio a quello che personalmente reputo uno dei tratti più divertenti dell’Adda, dei leggeri saliscendi che ci porteranno a villa d’Adda

Il single track a cui siamo obbligati, sgrana il gruppo, i primi sono decisamente avanti, l’effetto elastico allungato con così tante persone è normale.

Ma poi il gruppo la vince e si ritorna tutti assieme.

Ecco il tratto che ci porterà a Calusco d’Adda, è tra i più impegnativi, i saliscendi sono più marcati, nel gruppetto di fondo, le voci si fanno più silenziose, si sbuffa, la fatica si fa sentire questa volta.

Ecco la fine della prima tappa, inizia la seconda. I nuovi arrivati sono già integrati, per loro 30 km da non sottovalutare.

Breve ristoro, che ha il pregio di rifocillarci, ma per contro ha la capacità di raffreddarci. Per cui via si parte prima di congelare, ora il percorso si fa suggestivo, qualche “grido” di approvazione mi riempie di gioia, si alcuni posti meritano di essere visti. Mi piace l’atmosfera che si respira, nessuno che si lamenta e anche l’aspettare gli ultimi diventa motivo di pr, siamo di nuovo in marcia…un bel “jolik pirla” gridato ci sta. Lui ci sta aspettando sull’altra sponda Smile per un ristoro, con lui per l’occasione la sfortunata bagheera.

Bene si attraversa l’Adda sul ponte viario e raggiungiamo il nostro caro amico, che a parte essere pirla, si è anche dato molto da fare, rendendosi disponibile come supporto e scusate se questo non è poco.

Foto di gruppone e poi il sciogliete le righe… il che non vuol dire ognuno a casa sua, ma un po’ di libertà… siamo sull’alzaia, strada larga che porta direttamente alle macchine, sia per tutti libertà di correre a proprio ritmo, che per molti resta basso .

Ecco per me e alcuni amici non si può fare a meno di visitare il santuario della madonna della rocchetta e poco dopo il suggestivo scorcio panoramico della valle in cui scorre il fiume.

Siamo quasi al punto di partenza, si sparano le ultime forze, un’amara sorpresa ci attende alla macchine, ma quello che poteva essere la fine della giornata per molti di noi visto l’inconveniente, per mio grande stupore così non è stato.

Al terzo tempo non si rinuncia, e allora si va dai miei, dove il mio caro papino (ah ah il papino) che sino al giorno prima mi ha detto che era meglio non andare in cascina, e ha “obbligato” me è Simone a lavori supplementari il sabato, a Gioele a portarmi appositamente un cellophane enorme per coprire il tendone… ci “ordina” di salire al caldo che non ci sono problemi (ah ah non ci sono problemi… mo te li do io i problemi Smile

E così abbia inizio il terzo tempo di 35 persone credo… casino allucinante, dopo un inizio in sordina, dato anche un po’ di giusto rammarico per i danni alla macchine.

Ma poi tutto fila come copione, anzi meglio del copione… risate e discorsi si susseguono al pari delle bottiglie di vino.

E allora via con pasta, salame, formaggi, mostarda, wurstel, rafano e cetrioli e i dolci… quanti dolci. E il tanto sospirato caffè , con annesso ammazza caffè e il piacere di vedere che le persone ritardano il più possibile il saluto perchè assieme si sta bene …questa la mia/nostra vittoria

 

Grazie a tutti  

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