Sono nato all’ombra del Cornizzolo e da sempre questo monte ha fatto da sfondo alle mia gioventù. Ogni tanto qualche boato riecheggiava facendo tremare i muri e i pavimenti della casa: erano le mine che colpivano e distruggevano le pareti del Cornizzolo. Erano talmente familiari che non ci facevo nemmeno più caso, non immaginavo che si stavano mangiando le viscere del monte.
Passano gli anni e la passione della corsa e del trail mi colpisce come un virus: inizio a scoprire e ammirare luoghi bellissimi a due passi da casa ma che non sapevo neppure esistessero. I monti che vedevo da lontano, ora mi attirano e non mi sembrano più irraggiungibili. E il Cornizzolo diventa la mia palestra: vicina, non banale, un bellissimo balcone sui laghi briantei. Inizio a percorrerlo in lungo in largo, da solo e in compagnia di altri compagni di corse, sempre però a debita distanza da quell’innaturale ferita che è la cava.
Ora però non basta più neppure questo scempio: vogliono aprire un’altra cava più sopra, vogliono deturpare e sottrarre anche l’altra faccia della montagna, quella che ancora permette di essere vissuta e goduta: la vogliono distruggere.
Ci sembra giusto far conoscere a tutti cosa hanno fatto al Cornizzolo e cosa vogliono fare ora, e per questo proponiamo un’uscita di gruppo a tutti gli amici trailer con un percorso disegnato da Giak che ci permetterà di vedere di persona lo scempio che si vuole realizzare e i luoghi che si vuole far sparire per sempre.
Descrizione del percorso:
Partenza dal cuore di Suello dirigendosi verso il parco del Roccolo di Cesana Brianza. Dopo aver lasciato l'edificio ormai dismesso della cementeria saliremo alla chiesetta della Madonna della Neve. Dopo pochi metri saremo in loc. Alpetto sotto le ferite irreparabilmente aperte dalla cava.
Dopo 1,5 km, il sentiero, tecnico e mai banale, ci condurrà a Prièl con la possibilità di osservare la rilevanza geologica dei luoghi.
Da Priel parte un bel traverso che conduce a S. Pietro; noi poche centinaia di metri prima gireremo di 180° risalendo decisi il costone che porta proprio nella zona che vorrebbero cavare……
Attraversando i prati si arriva a quota 1000 slm e si attraversa verso S.O. fino a incrociare il pendìo che costituisce la rampa di lancio dei parapendi.
Da qui un gran "rampone" di circa 300 D+ fino alla croce.
La discesa dopo aver lasciato il Rif SEC Consigliere, passa a pochi mt da S. Pietro e entra nella cava di BORIMA.
Percorreremo infine il bel track geologico fino a Boroncello e di li a poco con 250m di asfalto al Parco Giochi da dove siamo partiti.












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