Inizia così il gran trail Valdigne, questo “zio” che si inventa ultra trailer nel giro di pochi mesi , per sensibilizzare le persone alla grave malattia che colpisce suo nipote .
E così la mattina sono un bel sole prende il via la corsa. Temperatura accettabile, ma una umidità elevatissima. Si suda copiosamente, sento la necessità di bere in continuazione, una cosa mai provata prima, veramente fastidiosa la ricerca ossessiva dell’acqua, possibilmente frizzante. Si sale buon ritmo, anzi esagerato per come interpreto le gare, ma l’inerzia della gara va così. Sento di non essere nella giornata migliore , ma la convinzione di una buona gara non viene mai meno.
Si scollina la prima asperità , una carrareccia ci guida verso Planaval, primo serio ristoro. E qui conosco Michele che aspetta lo zio. Bella e sentita foto, il suo sorriso il regalo più bello che mi porto a casa.
Riparto si incrociano gli atleti della 20km, si rischia qualche frontale, non mi pare una scelta azzeccata da parte dell’organizzazione. Eccolo il licony, , dopo una bella tirata il laghetto ripaga lo sforzo, ma non sono ancora al “passo” che arriverà da lì a breve. In discesa mi lascio andare , corro mi diverto, un po’ meno di umidità, mi pare di rinascere, ma è solo una sensazione, perché giunto a Courmayeur mi rendo conto che il col d’Arp sarà una sofferenza!! Mannaggia avevo proprio ragione. Non ho patito gran modo la salita, ma la testa era vuota, non voglia di spingere, o meglio testa e gambe parlavano proprio due “lingue” diverse. Il tutto seguendo sempre la gara parallela che si svolgeva ai mondiali in Irlanda. Almeno venivo un po’ distolto dalle mie fatiche. Per fortuna in aggiunta ad alleviare la mia sofferenza avevo anche la macchina fotografica, così con la scusa di immortalare il paesaggio riuscivo anche a riposarmi . il col d’Arp… finalmente si scende a la Thuille… mica tanto finalmente la discesa si rivelerà durissima! Tutta corribile con lungo tratto asfalto, pertanto le gambe sono divenute di gesso quasi subito. Ecco ristoro, le gambe ko. Riparto e cammino su falsopiano che dovrei correre. Ci provo ma niet! Le gambe mostrano un bel dito medio. E mica bisogno di arrabbiarsi, faccio come vogliono loro. Finalmente inizia la salita al Defeyess.. a dire il vero mica tanta voglia di farla! Le cascate e lo scenario che mi sta attorno mi aiutano, e se anche svuotato lentamente salgo sospinto da una forza misteriosa. Si sale e si sale… ma dove cavolo finisce sta salita e quando penso sia oramai al termine mi rendo conto che devo ancora affrontare il tratto più duro. Vedo la chiesetta, capisco che il rifugio sarà lì nei paraggi, avevo ragione, ma quel tratto che mi porta alla chiesa ancora lo ricordo molto bene!! Un muro!
Ecco il temporale che si annunciava arriva, mi prende in pieno al ristoro. Ora si fa buio, lampada frontale e kway indossati. Proseguo su un traverso suggestivo, che a me piace molto ma che mi rendo conto essere troppo tecnico per essere inserito in un trail per giunto al 75°km . Per fortuna nonostante i lampi , la pioggia, la nebbia tutto va per il meglio, l’ultima asperità al col croce una piacevole sofferenza.
La picchiata a morgex perfetta, corro veloce, mi diverto recupero un piao di posizioni, supero di slancio gli ultimi della 55km. Poco all’arrivo, il passaggio nel tendone pasta party, la gente che applaude e grida, gli ultimi 500mt, l’arrivo: finisher anche stavolta…
Per Michele, affinchè il tutto non si esaurisca in una foto…
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