RIFUGIO BRIOSCHI VIA INVERNALE

Trail Scritto da Beretta Roberto

 
Estate di due anni , per la prima volta sul Grignone al rifugio Brioschi.

La moglie come folgorata, si ripromette di salire in inverno, curiosa di vedere come cambia l’ambiente

Ieri 01/03/09 finalmente la vetta invernale è stata raggiunta, ne valeva la pena, peccato che la nebbia non ci ha permesso di godere dello spettacolo naturale che quel posto sa offrire

 

Facciamo però le cose con ordine .

 

Sono le 8.00 circa quando lasciamo la macchina al parcheggio dell’autorimessa delle ambulanze in zona colle Basilio. Con Pinuccio, sua moglie (Grazia) e Angelo ci incamminiamo verso la chiesetta coi nostri zaini sulle spalle resi pesanti da picozza, ramponi, imbrago e corda (per sicurezza).

Si parte dai 720 mt del parcheggio e su comodo mulattiera raggiungiamo la chiesina da dove parte il sentiero che va a congiungersi al sentiero della traversata bassa . Con molto sorpresa vediamo la parte terminale della slavina caduta 1 mese fa. Saremo a 850 mt, la slavina è partita a 2300 mt !!!!

Impressionante e siamo solo alla parte terminale, metri cubi di neve pressata… veramente tanta neve e distruzione dove è passata.

Prendiamo il bosco che porta al rifugio “pialleral” (1400mt) la neve compare, si scivola un po’ ma la pendenza seppur marcata non è un problema, si sale di buon passo, e si comincia a sudare copiosamente , nonostante indossassi solo il pile.

Arriviamo al rifugio dove facciamo una breve sosta in attesa che Pinuccio e moglie leggermente attardati ci raggiungono. Una coca cola e una fetta di torta mi soddisfano la richiesta di zuccheri e liquidi che il corpo mi richiede. Siamo pronti a ripartire, abbiamo percorso circa 4km . Dobbiamo raggiungere il bivacco Comolli (1850mt) la nebbia non ce lo fa vedere, si procede a passo lento ma costante . La fatica la si assapora tutta, non possiamo divagarci con sguardi all’orizzonte, tutto è bianco e non si vede oltre i 30 t. Ecco il tetto della capanna, lei è ovviamente sommersa. Un compagnia capitana dal sig Longoni (sport specialist) sta cercando di liberare la porta dalla neve per poter entrare.

Da parte nostra Angelo ci consiglia di mettere i ramponi, si potrebbe anche fare senza, ma non conosce la q.tà di ghiaccio che potremmo incontrare e la pendenza è veramente quasi proibitiva.

L’optional indossato ci rende + sicuri , ma estremamente pesante salire con la rigidità che i ramponi danno allo scarpone. I tendini d’achille reclamano un po’ di compassione, la pendenza ora si fa seria , molto seria, è un muro di neve. I primi escursionisti stanno già scendendo, noi lentamente proseguiamo, la moglie accusa i primi segni di sconforto, ma è orgogliosa non si arrende. Impreca, chiede quanto manca, dice che è la prima e ultima volta che farà questa salita. Angelo sopra l’attende pazientemente e le da coraggio, io dietro è meglio che sto zitto, senza parlare ho avuto la mia razione :-) .

Si raggiunge la cresta (2350mt) il sentiero è obbligato, uscire è assolutamente pericoloso!! Si procede vedendo dei piccoli scorci di spettacolo naturale, Angelo ci informa che in un canale poco sotto di noi c’è il nevaio perenne (molto piccolo)più a sud e a basse quote delle nostre alpi/prealpi.

Dopo 20 min di cresta con un po’ di nevischio si vede la croce della vetta e si arriva al rifugio Brioschi (2410mt) meta della nostra gita.

E’ aperto entriamo , ci cambiamo e mangiamo un piatto di ottima zuppa d’orzo, io ci aggiungo un ottimo panino con pancetta, e birrozzo. Non possono mancare caffè e ammazzacaffè.

La sorpresa poi è di sapere che il mio ex collega, di “casa” al rifugio è praticamente diventato quasi il rifugista essendo andato in pensione, e mi sono ripromesso si ricontattarlo per qualche uscita infrasettimanale . Per intenderci ha diversi 7000 alle spalle :-)

 

 

 

 

Per un po’ aspettiamo che Pinuccio e moglie arrivino, ma poi capiamo che hanno scelto un rientro, per cui salutiamo e ripercorriamo la strada in senso inverso. La neve ora è un po’ + copiosa al pari del sudore perso a salire. Contrariamente a quanto pensato, la discesa risulta comunque agevole. Al pialleral ci ricongiungiamo ai nostri amici , e assieme ridiscendiamo.

Esperienza unica , io ero molto su di giri, anche se affaticato e con spalle e gambe appesantite .

Alla fine si registrano 1700 mt circa di dislivello in 7.5 km di cui 950 mt in poco + di 2.5km , con punte tra il 30e il 40 % di inclinazione

Ancora ora non so come mia moglie ci sia riuscita, era visibilmente provata ma felice di esserci riuscita… e io ovviamente lo ero per lei.

 

 

 

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