Proai golem 2009….il confronto
Si il confronto con l’anno precedente, dove ero sicuramente più veloce e più portato alle skyrace.
Quest’anno invece era la prima “corta”, ho molta resistenza in più, ma la velocità non è certo cresciuta con la stessa intensità.
Obiettivo (oltre al classico terminarla) 3h 40 min, proviamoci allora!
Sveglia all’alba… anche prima 4.30
mi preparo e arrivo a Provaglio d’Iseo luogo di partenza alle ore 6. Altra colazione e si passa ai preliminari gara. Saluto un paio di persone conosciute e mi preparo alla partenza, che avviene regolarmente alle ore 7.00
Cerco di stare a metà per non trovarmi negli imbuti delle retrovie, ma desisto quasi subito, le solite schegge impazzita, che sembrano dover affrontare una gara di 10km, partono a manetta… e lasciamoli andare.
Si sale su strada alla “Madonna del Corno” mi pare di vederla veramente, il ritmo è sostenuto, cammino veloce ma io ci metto molto a carburare. Attraverso bosco in fila indiana si arriva a monte Cognolo (673mt) . Qui grazie alla processione riesco a rifiatare un po’, finalmente il motore sembra essere caldo, i sentieri si fanno corribili e senza forzare, comincio a recuperare i primi in affanno… in realtà ancora pochi. Ci si ferma ai ristori per mangiare e bere, la giornata è umida e pure calda , obbligatorio almeno bere due bicchieri di liquidi e se possibile mangiare qualcosa, anche se la mia colazione è stata sufficiente per correre almeno 15 km senza nutrirmi.
Si arriva così alla forcella di sale più o meno nel gruppone in cui mi ero posizionato nei km precedenti.
Qui faccio la mia prima personale selezione. Siamo verso i 19 km, la salita è al limite del proibito, siamo senza bastoncini, ma mi sento bene. I km di dislivello fatti sino ad ora mi vengono in soccorso, la fila si sgrana , riprendo qualcuno che mi precede, dietro oramai nessuno. Ecco la madonnina che sancisce la fine dell’asperità, ristoro e si corre sino a Marone… accidenti qui inizia l’unica pecca dell’organizzazione, i ristori hanno solo liquidi!!!! Paradossalmente nei primi km solidi ve ne erano e forse non servivano e ora che servono mancano. Accidenti non ho nulla da mangiare e lo stomaco lo sento vuoto . Va bè lo riempio con un po’ di acqua e si affronta l’ultima e lunghissima salita che porta al rifugio Almici, luogo d’arrivo.
I primi km li corro, poi alterno corsa a cammino perchè so del muro del pianto che ancora mi aspetta. Riprendo altri atleti, altri li vedo poco lontani ma ancora freschi e non li prenderò mai.
Si valica, altro ristoro solo con liquidi…azz comincio ad accusare segni di mancamento per stomaco chiuso e vuoto, giù thè zuccherato. Vedo il rifugio là in alto, devo obbligatorimanete rallentare un po’, sono vuoto e la salita finale è tosta. Proseguo di buon passo, peccato le gambe stavano bene, ma le forze mancano.
Ecco il muro del pianto, riesco ancora a recuperare una persona, vedo mia moglie e mio cognato (che sono venuti a prendermi), riesco ancora a spingere, l’arrivo… obiettivo finale mancato 3h 47min ma non sono per nulla deluso.
Entro nel tendone arrivi gli alpini mi chiedono se voglio il panino con salame… non finiscono neppure la domanda che lo sto già azzanando. Fatico un po’ a farlo stare giù, ma dopo che lo stomaco si è aperto… un attimo finirlo.
La giornata è stupenda per cui decidiamo di salire al Redentore, cima del Guglielmo… spettacolo
La fatica svanisce davanti a questo panorama a 360° , sul lago, sull’Adamello, sulla val Trompia, sulla Presolana.
Terzo tempo al rifugio, mega mangiata e bevuta, poi la discesa a zone… a stomaco pieno una passeggiata
anche se di corsa, perchè in questa gara di quasi esclusiva salita… la discesa l’aspettavo.
Come spesso mi capita di dire… peccato che sia finita




il blog di giak







Commento di Er Ciaci
Il 17 Giugno 2009 alle 06:41
Una volta mi disse:”faccio al massimo una gara al mese!”…
Complimenti!
Però come riscaldamento potevi sabato venire a fare la 24×1 a saronno!
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