Lavaredo Ultra Trail (LUT)… 60km dislivello: mt4000+
Pettorale/iscrizione n. 6, Roberto Beretta.
Questo già di per sè la dice lunga su quanto aspettassi questa manifestazione, erano oramai mesi che aspettavo il 21 giugno 2009 e posso affermare con molto piacere che l’attesa è stata ampiamente ripagata.
Emozionante correre nello scenario dolomitico, piacevole correre con tanti amici ST e PB, tutto è servito per rendere unica questa giornata.
Sono le 5.15, punto di ritrovo e partenza. Fervono i preparativi, ci si saluta, ci si scalda alla meglio, un po’ di tensione pregara la si avverte (a dire il vero io sono tranquillissimo). Le 6:00 si avvicinano, il countdown inizia, finalmente si parte.
Primi km in falsopiano nella foresta demaniale di Somadida. Si fa pubblic relation, cercando però di non fare troppo rumore per rispetto della fauna del posto. La raccomandazione poi di Simone Brogioni è quella di “non gettare i rifiuti, per rispetto dell’ambiente e aggiungo anche per buona educazione.
Il ritmo è come spesso accade nei primi km, sostenuto. Mi defilo un poco, il fiatone è già troppo marcato, ho ancora 57 km davanti.
L’attraversamento della strada, ben presidiato dall’organizzazione, sancisce l’inizio della salita che ci porta a forcella Popena. Inizialmente il sentiero è molto scorrevole, poi lentamente le pendenze aumentano sino a diventare un vero muro finale nel ghiaione.
Gli atleti faticano a restare in equilibrio, si sale usando le mani, io per fortuna ho con me le bacchette, che mi agevolano non poco.
Scollino, Lele di ST scatta qualche foto, una bella sorpresa (grazie). Si scende un po’ alla rinfusa su sentiero.
Non manco però di osservare lo scenario incantevole che mi circonda, persino la fatica svanisce davanti alle emozioni che si percepiscono correndo in quei luoghi.
Si risale verso la forcella pale di Misurina da dove lungo veloce e un po’ tecnica discesa si raggiunge il lago omonimo, che illuminato dal sole ha dei colori fantastici. Si attraversa la strada per cambiare versante, saluto alcuni amici ST che presidiano il “guado”.
Siamo al km 17° circa, sto bene, nonostante questo tratto iniziale non facilissimo.
Dal lago si sale quindi al rifugio Città di Carpi (chiuso), siamo a 2100mt da lì inizia una interminabile discesa (un po’ noiosa) sterrata lungo tutta la val d’Onge.
Questi 7/8 km di discesa uniforme lasciano il segno sulle gambe. Si arriva quindi in val Marzon a 1200mt, secondo e ultimo cancello di giornata. Ampiamente nei limiti.
Da li inizia la temuta ascesa della val Cengia.
Bellissimi alcuni guadi in acqua al polpaccio (volutamente al polpaccio), grandioso lo spettacolo naturale, con cascate a distrarti dalla fatica. La salita anche se non proibitiva non ti lascia respirare, per fortuna non fa caldo, perchè dopo un tratto iniziale boschivo saremo esposti al sole che seppur faccia capolino sulle nostre teste non riscalda a sufficienza.
Si giunge così a Piancavallo, incontrando sul percorso qualche rimasuglio di neve, che viene prontamente calpestata. In alcuni tratti il vento è gelido , meglio cercare di spostarsi in fretta, anche se indosso maniche lunghe qualche brivido di freddo, complice il sudore lo percepisco molto bene
Eccole le tre cime, enormi nuvoloni neri preannunciano pioggia.
Su comoda strada sterrata si raggiunge così la forcella Lavaredo, a 2450 mt , non mancano numerosi turisti, che molto cordialmente ci lasciano strada.
Lo scollinamento è qualcosa di unico, avviene tra due muri di neve alta almeno un paio di metri. Il sentiero è pulitissimo, non si corre nessun rischio , se non quello di cadere , quando girandoci nell’ammirare le tre torri, il rischio di inciampare diventa elevato.
Si va così verso il rifugio Locatelli in leggera discesa, le gambe appesantite cominciano a girare. siamo verso il 39°km.
Prima del rifugio, si svolta a sx per Val Rinbon, il primo pezzo lo scio!! Poi la neve scompare e comincio a scendere di buona corsa, non prima però di aver salutato il simbolo della manifestazione per una ultima volta .
La discesa si preannuncia un po’ noiosetta dopo una prima parte leggermente tecnica. Potrei forzare un poco, ma guadagnerei pochi minuti a discapito di forze esaurite quando ancora non so cosa ben mi aspetta sul campo di gara.
Si guada il Rienza per passare in Val rinbianco 1600 mt circa .
Qui sui sale attraverso bosco, ora queste salite si fanno notevolmente sentire.
Sono solo e mi sorge qualche dubbio sulla scelta percorso.
Si perchè ho omesso di dire che questa è stata un po’ una avventura.
L’organizzazione ci aveva preannunciato segnalazioni solo nei punti critici, per cui sul percorso poche le balise.
Questa ovvietà nel non lasciare il sentiero percorso sino a nuova segnalazione, lasciava comunque il dubbio di averne saltata qualche d’ una, per cui inevitabilmente nei tratti in cui rimanevo solo, un certo stress nella ricerca di una segnale che mi dicesse che ero sulla strada giusta c’era… un attimo mancare una fondamentale deviazione.
Tornando quindi alla risalita nel bosco, giunto a un certo punto mi accorgo che il sentiero si divide in due, una svolta a dx su ponte di legno e l’altro prosegue dritto in salita.
La logica potrebbe far pensare di svoltare a dx su ponte , ma visto che salivo… uhm vuoi vedere che si sale ancora? Road book alla mano, il punto non è segnalato…come rischiare al meglio?
Ok… mi viene in mente di guardare per terra e individuare le orme degli atleti che mi precedono, tutto lascia supporre la svolta a dx.
Continuo con qualche titubanza poi quello che credo essere (e lo è) il rio Rin bianco , segnalato sul road book mi tranquillizza, vedo poi in uscita dal bosco altri concorrenti in lontananza.
Ok si può procedere rilassato.
Si arriva alla malga e ad un ristoro non previsto (essendo la gara in totale autosufficienza).
Vedo Ticci di St, quasi quasi lo vorrei sodomizzare per tanto ben di dio su quella tavola improvvisata.
Coca cola e birra e poi rutti alla grande quando riparto.
Si sale sino al “casello pedaggio” per chi vuol salire in macchina alle tre cime di Lavaredo. Attaversiamo la strada e ci rituffiamo nel bosco qui attraverso saliscendi giungiamo alla alla strada che porta al col de Vard….na mazzata, strada bianca con drittoni in salita e siamo ben oltre il 50°km!
Lunghi e duri interminabili minuti mi portano a prendere l’ultima discesa di giornata.
Dapprima si scende su prato… e lì grazie a una storta faccio il primo volo, atterrando sul morbido, poi su mulattiera e li secondo volo dopo essere inciampato e stavolta atterro sui sassi, qualche escoriazione e un bruciore malcelato dai crampi, che i muscoli hanno generato nel violento movimento fatto in caduta.
Mi rialzo cercando di ristabilirmi muscolarmente, per fortuna tutto rientra. Riparto, la discesa è ancora più impegnativa per pendenza e stanchezza, ma con attenzione la riesco a fare di corsa.
Svolta a dx, discesone tecnico nel bosco, lì per quanto le forze siano al lumicino do il meglio di me stesso, si seguono scoli d’acqua e sentierini, un divertimento unico.
La moglie chiama, vuole sapere dove sono, i figli sono in trepida attesa, lei mi dice di muovermi, na parola dopo 59 km!
Entro nel prato, gli ultimi 300 mt, vedo la passarella d’arrivo, i figli mi corrono in contro, l’avventura sta per terminare, un velo di lacrime mi offusca un po’ la vista, mi inginocchio ad abbracciare i figli, l’orgoglio della mia vita.
Con loro corro gli ultimi 100mt, sento Simone annunciare il mio arrivo, o almeno questo è quello che mi è parso, le emozioni che sto provando mi otturano persino le orecchie.
Taglio il traguardo… ho ancora ora la pelle d’oca mentre vi scrivo… 8h 45 minuti……. non ci posso credere, non do mai importanza ai numeri, o meglio non ne do mai troppa, non mi interessano, ma in questo caso sono andato ben oltre le più rosee aspettative.
Sono molto contento, sono finisher in una delle due gare più attese dell’anno, l’altro è il trofeo delle Grigne, ma sarà il capitolo di settembre
Un sentito ringraziamento a Simone Brogioni e alla Cris che col loro impegno mi hanno permesso di vivere questa giornata che per sempre resterà nei miei ricordi.
Commenti

Commento di jolik
Il 25 Giugno 2009 alle 09:14
Bravo fluido un’altra impresa messa in saccoccia!!!!
Complimenti
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Commento di Manu
Il 25 Giugno 2009 alle 11:13
Altro bellissimo racconto, e sono d’accordo con Ciaci ke dice ke sembra di correre con te.
Una differenza???Tu la Lut la fatta,correndo, camminado, cadendo e godendo del bellissimo panorama…noi… noi comodamnete seduti davanti al pc.
Nonostante tutto è andata meglio a te…
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Commento di nuvola
Il 25 Giugno 2009 alle 12:12
Anche se alla LUT non avevi il cappellino di Valentino , visto le tue performance potremo chiamarti con un solo appellativo : Fluido “The Doctor” !!! Complimenti
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Commento di fluido
Il 25 Giugno 2009 alle 12:40
ho omesso nel dire nei commenti post simone, che nuvola oltre ad essere finisher era anche alla sua prima ultra!!!! per cui sinceri complimenti
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Commento di Paolo
Il 25 Giugno 2009 alle 15:12
Grazie x bel resoconto: è così realistico che mi sento la stanchezza nelle gambe (forse è un rimasuglio della Monza-Resegone…..). Davvero complimenti anche x il tempo!
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Commento di GIUSEPPE
Il 25 Giugno 2009 alle 16:34
COMPLIMENTI FLUIDO!!!!! Bellissimo resoconto della gara,fai proprio venire voglia di passare alle ultra!!! la prestazione finale poi è da toprunner!!
ciao alla prossima
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Commento di GP
Il 26 Giugno 2009 alle 11:18
Oramai il nostro Fluido è atleta di vaglia assoluta, in “fascia alta” stabilmente da inizio stagione.
UN GRANDE INSOMMA!
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Commento di Cris
Il 6 Luglio 2009 alle 22:18
Sei stato bravissimo! I complimenti sono tutti per te!
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Commento di fluido
Il 7 Luglio 2009 alle 21:31
uhao!!!!!!!!!!!! il “vero” presidente di st (e quindi anche mio essendo tesserato ST) su podismo brianza!
Grazie Cris, vi ho visti veramente stanchi la sera della gara… ma avete fatto un ottimo lavoro!!!! a me personalmente è piaciuta molto l’impostazione della gara
a presto
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Commento di Er Ciaci
Il 25 Giugno 2009 alle 08:10
Una bellissima descrizione del percorso, sembra di correre insieme a te. Complimenti!
Bravo
Altra prestazione di rilievo.
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