Antico Troi degli Sciamani.

Trail Scritto da Manu

 

Quest’avventura ha inizio una domenica di giugno, quando alla corsa del Monte Barro, Oreste mi dice: “…sai c’è un trail a coppie, è quello degli Sciamani…ti va?”

Io rispondo che nel giro di poco tempo gli davo la risposta definitiva. Ma il tarlo si stava insinuando di già nelle mia testa.

A casa accendo subito il computer e cerco il sito per avere notizie: 69 km con D+ 4.500, partenza ore 4.00… ma Oreste è impazzito? Penso che la decisione è stata già presa, ma mi concedo qualche giorno… prima c’è la Monza-Resegone da affrontare…

Alla metà di luglio comunico ad Oreste il mio sì definitivo… ormai è fatta.

E domenica, finalmente il grande giorno è arrivato!

Si parte sabato pomeriggio, prima di sera siamo sul luogo, ritiro pettorali e controllo zaini,dove incontro la grande Monica Casiraghi, e si va al pasta party.

Dopo cena tappa al bar per un caffè e subito dopo in palestra per dormire?!? o almeno si spera, dato che la sveglia suonerà alle 2.30.

Si accendono le luci; è ora di alzarsi… e per prima cosa si esce a scrutare il cielo, dato che le previsioni davano acqua… e invece tutte le stelle del firmamento sono lì ad aspettare la partenza della nostra avventura.

Colazione, e poi con le macchine degli organizzatori andiamo alla partenza a Vittorio Veneto.

Siamo in pochi, una sessantina in tutto, ci si guarda, qualche sorriso, parole poche.

Alle 4 puntuali viene dato il via alla presenza del sindaco, poche centinaia di metri in gruppo poi quelli forti sono già avanti, qualche metro d’asfalto e poi curva a destra e si inizia a salire, su un sentiero ciottolato. Si vede poco nonostante la luce della pila frontale.

Si corre lungo breve tratto di falsopiano ed entriamo nel primo bosco, e qui la strada ricomincia a salire, la pila non ci permette di capire quanto sarà lunga e neanche la pendenza, che in certi tratti è veramente forte, e le gambe se ne accorgono subito.

Riconosco il tratto di salita già affrontato negli anni passati con l’Ecomaratona, lì c’era il ristoro e quindi voleva dire circa 3 km alla vetta.

Il sentiero piega a sinistra e la poca vegetazione ci offre uno scorcio sulla pianura sottostante che ancora dorme, le luci dei paesi la illuminano. Qui attimo di break per ammirare il paesaggio prima di riprendere a salire senza sosta; dopo un eternità alzo lo sguardo le stelle pian piano ci stanno lasciando e il cielo più chiaro ci indica che il sole sarà presto il nostro nuovo compagno di avventura. Vedo anche i tricolore il che significa che la forcella è vicina, scolliniamo dopo 2 ore e 15 minuti di fatica; siamo partiti dai 200 mt slm di Vittorio Veneto e qui siamo a 1.500 mt in circa 10 km…

Iniziamo a scendere, poi falsopiano nel bosco, ma si riesce a recuperare, poi la prima vera discesa un tratto di fango, rami e sassi che per chi non è discesista come me è un supplizio, scendo molto piano e faccio la prima scivolata. Arriviamo al primo cancello con 20 minuti di vantaggio, si mangia e si beve e ripartiamo iniziando a fare calcoli che ci portano a dire che al secondo cancello siamo tirati, non arriveremo in tempo. Ma andiamo avanti tra vari strappi, seconda discesa terribile e tratti pianeggianti… adocchiamo il secondo cancello: 40 minuti di anticipo… si riparte.

Sali, scendi, piano… inizio a pensare al terzo cancello, altri calcoli, siamo sicuri di arrivare a cancello chiuso…e penso che comunque sia quasi quasi mi fermo…saremo al 47 km…ancora 22 km…no no impossibile.

sappiamo che ci aspetta l’ultima salita impegnativa e lunga, ci hanno fatto scendere circa a 800 mt, la vetta è posta a 1.700 mt, con Oreste ci diciamo: “mal che vada ci siamo fatti 47 km”…la salita è dura dapprima nel bosco, poi improvvisamente la vegetazione alta sparisce, solo erba e cespugli basssi, mancano ancora 300 mt di dislivello… troviamo un controllo e per incoraggiarci ci dicono che abbiamo 10 km di discesa e poi il ristoro… si certo discesa, ci fosse almeno il sentiero, ci facciamo strada tra mirtilli e piante grasse seguendo le bindelle messe dall’organizzazione e qui visto che siamo una coppia facciamo due belle scivolate a testa… per solidarietà.

Arriviamo su una bella strada sterrata che scende con pendenze dolci, si potrebbe recuperare molto del tempo perso, ma non abbiamo la forza di correre, si cammina a passo svelto e ritorniamo a fare i nostri conti mentali: se non corriamo qui dove è possibile, non c’è più speranza, siamo fuori, ok arriviamo al cancello e ci fermiamo.

Riusciamo a correre qualche centinaio di metri, ritorniamo a camminare, ormai sono convinta che l’avventura è finita.

Curva a destra e vediamo il ristoro, non è possibile… arriviamo e per prima cosa chiedo: “ma questo è il cancello che chiude alle 14.45?” La risposta è SI.

Guardo Oreste, guardo il mio GPS, non è possibile… mi viene chiesto dal mio compagno che intenzioni ho…rispondo: “pensavo di fermarmi, ma… abbiamo 1 ora di vantaggio sulla chiusura…non posso fermarmi, sono stanca ma si va avanti”.

Mangio un panino, l’obbiettivo è il cancello successivo posto a 10 km. Si riparte, ancora salita ma ormai la testa ha fatto capire alle gambe che si va al traguardo e che si devono adeguare; il vantaggio al cancello mi ha dato nuove forze… correre non riesco più di tanto, ma prendiamo decisamente un ottimo passo di cammino (Oreste me lo dice chiaramente).

Scorgiamo davanti a noi una coppia, camminano, ci avviciniamo e notiamo che uno dei due zoppica vistosamente e si aggrappa a i sui bastoncini. Ma neanche lui vuole mollare.

Salutiamo e proseguiamo e vediamo la strada asfaltata, pochi metri ed ecco l’ultimo cancello. E’ il meno 12 km, ancora più di un’ora di vantaggio. Ci rifocilliamo un’ po e via che si riparte e come da tradizione ormai si sale, sono strappetti, non sono quanto lunghi, per me interminabili. Raggiungiamo un’altra coppia, camminano, salutiamo e andiamo, abbiamo decisamente un passo superiore, nonostante tutto.

Superiamo l’ostacolo per me durissimo delle mucche al pascolo a bordo sentiero e riconosco un altro passaggio: i meno 7 km al traguardo dell’Ecomaratona dei Cimbri.

Gli altri anni iniziava una lunghissima discesa su strada sassosa che ho sempre maledetto, ma visto la nuova alternativa, improvvisa svolta a destra e altro strappo in salita per poi diventare il mio calvario personale in una terribile discesa fangosa e scivolosa; le mie ginocchia si sono arrese, più scivolavo e più mi irrigidivo e così anche la schiena ha iniziato a lamentarsi. Scendevo pianissimo, praticamente ero ferma, mi preoccupavo perché stavo facendo perdere tempo al mio compagno, ma giuro che più di così non riuscivo ad andare. E finalmente il supplizio è finito su bella strada sterrata anche se sale ancora….

Ho un’ po di sete, ma ho finito l’acqua del camel bag, per fortuna troviamo un volontario che controlla il percorso e mi offre l’acqua, continuiamo a camminare il più veloce che possiamo.

Ad un certo punto alla nostra sinistra appaiono i tetti delle case. E penso “quella e Fregona”. Ci siamo quasi. Oreste è euforico e mi contagia, la strada è lunga ancora e i metri sul mio GPS passano lentissimi… prato, sterrato… e poi… ecco quella vietta che conosco bene, proseguiamo e all’angolo dell’ultima casa svoltiamo a sinistra e siamo sulla via che porta alla chiesa.

Il sole che abbiamo visto sorgere, ci sta lasciando… ma ormai siamo quasi arrivati… iniziamo a correre, la strada è in discesa… cartello ULTIMO KILOMETRO, non si arriva più in piazza ma al campo sportivo, ma chissenefrega… ultimi metri e davanti a noi in tutta la sua bellezza appare l’arco dell’arrivo. Oreste mi prende la mano, lo speaker annuncia i nostri nomi… tagliamo il traguardo… E’ FINITA…voglio spegnere il GPS ma lui era già andato a dormire… ormai il grosso era fatto… abbraccio Oreste, la mia vista è annebbiate dalle lacrime che ho finalmente lasciato venir fuori… le prime parole sono per Oreste che ringrazio per avermi coinvolto in tutto questo.

 

Qui finisce l’avventura degli Sciamani, devo solo ringraziare il mio splendido compagno di corsa, che mia ha voluto con lui, mi ha sopportato ed incoraggiato.

Commenti

Er Ciaci

Commento di Er Ciaci
Il 23 Settembre 2009 alle 08:06

Complimenti Manu… teminare quella corsetta non è da tutti.
Bel racconto, un po’ lungo, come la corsa del resto… :P
E complimenti anche al tuo compagno, persona veramente simpatica e tremendamente semplice. :)

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

fluido

Commento di fluido
Il 23 Settembre 2009 alle 08:08

la soddisfazione di terminare questo tipo di gare è unica, averla condivisa a coppie deve essere molto affascinante…
brava manu , ora ultratrailer e ultra scrittrice… ti voglio al casto !

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

Manu

Commento di Manu
Il 23 Settembre 2009 alle 08:23

Ragazzi chiedo scusa se il racconto è lungo, ma quando l’ho riletto non sapervo cosa togliere…69 km sono lunghi :mrgreen: :oops:

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

Simone

Commento di Simone
Il 23 Settembre 2009 alle 08:40

BRAVA, FORTE E TENACE, QUESTO E’ SOLO IL PRIMO ATTO DI UNA LUNGA SERIE DI ULTRA-TRAIL

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

valico

Commento di valico
Il 23 Settembre 2009 alle 13:25

brava manu ottimo l’articolo………….ora anche tu siedi a fianco degli dei ultratrail

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

GIUSEPPE

Commento di GIUSEPPE
Il 23 Settembre 2009 alle 19:03

Bravissima Manu….. sono molti anni che ti conosco e sono sempre più sbalordito della tua voglia di trovare nuove esperienze sempre più difficili ed entusiasmanti!!! complimenti anche al tuo compagno di avventura

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

Emilio Marco

Commento di Emilio Marco
Il 24 Settembre 2009 alle 08:18

Un grande saluto all’UltraTrailer… :lol:

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

Oreste

Commento di Oreste
Il 24 Settembre 2009 alle 20:15

Spero di poterti abbracciare come domenica ancora per tante volte.
Grazie Manu.

Mi piace/non mi piace: Thumb up 0 Thumb down 0

Scrivi un commento





:mrgreen: :| :twisted: :arrow: 8O :) :? 8) :evil: :D :idea: :oops: :P :roll: ;) :cry: :o :lol: :x :( :!: :?: