Sagra del podista - Lecco 12 ottobre 2008
Sagra del podista, ricordo ancora la soddisfazione a fine tapasciata la prima volta che l’ho fatta qualche anno fa. Una sensazione di contentezza mista alla soddisfazione di aver visto posti bellissimi a Lecco, città che mi piace molto ( io, comasco laghee al 100%).
Quest’anno tornavo, dopo un paio di anni sui 18, ai più amati 24 km. Anche se, su consiglio di un vero esperto, mi prefiggevo di correrla come lungo lento (movimentato) in preparazione alla mezza maratona di Trecate del 26 ottobre (dove vorrei finalmente battere il mio personale.
Alla partenza incontro Ciaci, ma lui si attarda e restiamo d’accordo che mi riprenderà più avanti, cosa che si verificherà puntualmente.
Una delle caratteristiche di questa 24 km sono i kilometri iniziali, tutti in piano lungo la riva, che ti permettono di effettuare un buon riscaldamento (e per me personalmente di riscaldare i tendini d’achille, mia nota dolente da ormai un paio di stagioni). Per questo parto con un mo socio tranquillo (ma non troppo) e la corsa scivola bella fluida fino ai mercatini di Calolzio.
Ok, prima salita. la ricordo bene, metro per metro e ricordo che non ho mai camminato neanche un metro; non posso esser da meno quest’anno. E’ fatta, anche quest’anno nessun metro camminato. In cima mi fermo un paio di minuti ad aspettare il mio socio che ha avuto qualche problemino e poi attacco la discesa, non come vorrei, sempre per correre in compagnia.
In questi saliscendi mi raggiunge il COMPISTA Nando con cui scambio due parole e vengo informato che Ciaci è in arrivo. Corriamo tranquilli fino a san Gerolamo e qui il mio socio mi dice di andare che lui vuole rallentare. Parto. seconda dura salita al santuario con tanto di scalini, ma anche questa posso archiviarla senza un metro camminato. Al ristoro approfitto del cioccolato e riparto subito aggredendo la discesa aumentando il ritmo fino al bivio 18/24 (forse è per questo che Ciaci non mi ha ancora raggiunto).
Senza alcuna esitazione imbocco i 24 e mi trovo la salita, questa era proprio cancellata dalla memoria, ma niente paura: tutta di corsetta anche lei. Altro ristoro:tranquillo scambio due parole e riparto.
Eccola! Invece questa salita la ricordava benissimo: inizio a correrla, ma desisto dopo un trecento metri. Inutile sfiancarsi, cammino fino alla fine della pietraia (almeno hanno sistemato i gradini).
Ecco le cave: devo per forza correrle tutte. Mi sforzo, soffro e sbuffo un po’ troppo, ma ce la faccio. Nessun metro camminato. Ricordavo bene, in cima inizia la discesa nei prati e qui con la coda dell’occhio vedo la sagoma nera di quel diavolo di un Ciaci, che difatti dopo qualche secondo mi chiama e circa dopo un minuto mi raggiunge. Io sono in crisi: mi dimentico sempre che devo lasciare la scarpa sinistra più allentata ed ho un forte dolore sotto la pianta del piede, ma ostinato come un mulo voglio arrivare almeno al ristoro, che ricordo essere poco distante. Nel frattempo mi supera Fabio, che ancora non conosco.
Ho il piacere di fare il sentiero che porta al ristoro in compagnia di Ciaci, arrivati al ristoro conosco Fabio, finalmente tolgo la scarpa sinistra ed abbiamo anche il tempo di farci fare un foto.
Ed ora una bella discesa fino a Pescarenico: inizio tranquillo e Fabio e Ciaci vanno via; oggi non ho voglia di tirare in discesa, voglio sentire le gambe libere senza sforzo. Finisce lo sterrato ed inizia l’asfalto. Vedo Ciaci che rallenta , aumento leggermente ed arriviamo assieme.
Bella corsa, bella compagnia.
runningmau




il blog di giak







Commento di il Ciaci
Il 19 Ottobre 2008 alle 17:53
Benvenuto al compista e un ringraziamento per il bel articolo. Rmau io non ho rallentato e solo che quando c’è l’asfalto non vado. Deformazione professionale e pochi allenamenti in pianura.
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