I tapascioni
Si svegliano alla mattina presto, per andare a correre. Ma chi glie lo fa fare? Me lo chiedo ogni volta. Lo fanno per fare una corsetta, dicono. Ed io assonnato inforco lo scooter, per avviarmi con loro verso la solita tapasciata della Brianza…
Tutto tace in giro, tutti dormono, se nonché, all’avvicinarsi del ritrovo l’ambiente cambia. Li vedi saltellanti, che corricchiano e viene anche a te quella voglia di aggregarti con loro. Sembra un giorno di festa. E si! Oggi si corre con podisti a cui piace correre solo per il gusto di farlo.
Ne vedi di tutti colori: chi con il completino atletico dell’ultima generazione e chi una magliettina stropicciata e il pantaloncino alla zuava; chi parla di allenamenti, tabelle, velocità e dice, simpaticamente: "all’ultima gara ho corso a 5’21, ma se andavo a 5’18 (!?) avrei fatto il mio personale” e chi invece corre non badando a nulla, va più di te che stai dando l’anima, e poi ti dice che esce una volta alla settimana, giusto per fare un po’ di movimento!
Ma il bello, oggi, deve ancora arrivare: dicono che il giro è impegnativo, e tu corri convitto che gli allenamenti settimanali ti garantiscono la resistenza necessaria per portarlo a termine. Ed ecco che la corsetta domenicale comincia a complicarsi con una piccola salitella, come la chiamano loro, e poi diventano 3 km o più, dove fatichi non poco per arrivare in vetta. Intanto vedi i soliti fenomeni che chiacchierando ti superano e ti consoli superando qualcuno che stenta, nel frattempo ti rendi conto dei tuoi limiti che, nel mio caso, rimarranno rigorosamente top secret. Sorpassi oppure vieni sorpassato e l’allegria iniziale sfuma per lasciare il posto alla solidarietà. Finalmente il ristoro. La sosta è d’obbligo. Tutti si fermano bevono e mangiano, incredibile qui si mangia anche quando si corre. Che bello. E si riprende il sentiero, si sale… si scende… per poi risalire ancora… Altra salitella, dicono loro, e ti sciroppi altri km all’insù. Finalmente si giunge al traguardo, dove arrivo sfinito, ma contento. Nessuno ti applaude, nessuno ha un riscontro cronometrico, ma tutti hanno quella felicità che solo chi fa sport può capire. E mentre mi allontano dal ritrovo per raggiungere lo scooter, penso: “… e poi li chiamano tapascioni:”. Caspita, ma che tipi che sono!
Commenti

Commento di fluido
Il 8 Febbraio 2009 alle 22:35
ciao vince…. l’orologio lo porto per ricordarmi che devo andare a casa… già non guardarlo si corre meglio..se poi lo si fa in modo trail…meglio ancora (per me)
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Commento di Er Ciaci
Il 8 Febbraio 2009 alle 22:48
“SENTIVO IL RUMORE DEI MIEI PASSI” con questa semplice frase che hai scritto, c’e tutta la bellezza di apprezzare la corsa senza cronometro…
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Commento di VINCE
Il 7 Febbraio 2009 alle 16:44
OGGI SONO USCITO SENZA OROLOGIO NON AVEVO MAI CORSO SENZA E’ STATA UNA SENSAZIONE INCREDIBILE MI SENTIVO LIBERO, LIBERO SENTIVO IL FIATO SENTIVO IL RUMORE DEI MIEI PASSI VEDEVO LE COSE MI E’ SEMBRATO DI CORRERE PER LA PRIMA VOLTA NELLAMIA CITTA’.LO RIFARO’ PROVATE
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