Elogio alla lentezza
Da tanto tempo penso di abbondare il cronometro e fare un "elogio alla lentezza", soprattutto nell’ultimo tratto delle competizioni di lunga distanza ed in particolare ai trail. Ho notato che negli ultimi km, la corsa lenta, nelle retrovie di quelle gare è predominante e non ci si vergogna di praticarla pur di portare a termine la competizione. Si può dire che i poco allenati o i meno fortunati da madre natura, arrivano più con la corsa lenta che con la velocità. Allora, io che corro tra loro, mi son detto perché non allenare quel tipo di corsa? Certo partire molto lentamente non è da tutti. Anzi. Ed infatti non ho trovato nessuno che la pensa così. Parlando con vari podisti venivo un po’ ridicolizzato ed allora lasciavo perdere. E quel tipo di pratica non mi rimaneva che farla da solo.
Ma perché sono arrivato a pensare così?
Feci l’anno scorso la Como Valmadrera ed in alcuni tratti di pianura dovetti camminare perché stremato dalle forze. Quest’anno ho ripetuto quella esperienza, correndola tutta a ritmo di corsa lenta appositamente allenata. Purtroppo nell’ultima discesa mi gasai un po’ ed abbandonando la corsa lenta accelerai per poi arrivare stremato, ma se andavo tranquillo sarei arrivato qualche minuto più tardi, ma sempre prima dell’anno scorso. Ed ho incominciato a capire qualcosa. Dopo un mese il Trail del Casto, altra corsa sulla lunga distanza, dove incominciai la corsa lenta fin dall’inizio. Dopo quasi 5 ore di corsa si presenta l’ultima salita dove il gruppetto che stava con me andava di più, mentre io proseguivo lentamente, ma proseguivo. Terminata la salita siamo tutti stremati dalla fatica. Io adotto la mia corsa lenta pensando che fosse normale in quanto ero il più scarso. A questo punto della competizione le sensazioni a cui si va incontro sono micidiali: vorresti che tutto finisse, il traguardo non arriva e rischia solo di diventare un sogno.
La corsa lenta mi rigenera, fa girare le gambe, risistema le fatiche dell’ultima erta. Riprendo qualcuno, che prima si era staccato, rimasto senza più energie. Ed un trailer che camminava al mio sorpasso riprende a correre in maniera tranquilla standomi affianco senza superarmi, anche se la tentazione, per essere abituato alla velocità, era di farlo. Si corricchia ed ai primi strappi diminuisco l’andatura sempre al ritmo di corsa lenta, potevo andare di più ma non lo faccio, e lo stesso fa il mio compagno di avventura, dove pare abbia abbandonato la voglia di velocità. Poi senza accorgermi giro l’angolo e vedo il traguardo, notando che gli ultimi km non son diventati un calvario, come in altre gare succedeva. Sto bene, magio e potrei continuare a correre… ma la corsa è finita.
Il mio compagno, adottando una corsa ancor più lenta, arriva un minuto dopo di me e, differentemente da quando camminava, con ancora voglia di correre. Mi ringrazia per avergli dato il ritmo negli ultimi km ed io ringrazio per avermi fatto compagnia. Entrambi abbiamo imparato qualcosa.
Adesso ho cambiato il mio modo di allenarmi e contro il parere di molti ho corso 33km in quasi 4 ore (media 7 min/km)subito un paio di giorni dopo Il trail del Casto e altri 15km il giorno dopo; 25 a Castello Brianza a ritmo sostenuto e 26 in solitaria due giorni in quasi 3 ore. Forse per alcuni trailers non sono lunghe distanze, per me invece lo sono, ma fatti a ritmo di corsa lenta mi rigenerano senza arrivare stremato al termine degli allenamenti. E con tanta voglia di correre ancora…
Di certo non abbandonerò la voglia di velocità, che ogni tanto prende anche me, ma dopo queste ultime esperienze non mi rimane che fare un elogio alla lentezza.
Commenti

Commento di fluido
Il 28 Novembre 2008 alle 08:36
ripeto un concetto fatto mio : per baldini corsa lenta può essere 4′ al km per me 6′ al km per te 7′ al km , per uno che inizia 10′ al km… è tutto relativo alle proprie caratteristiche, pure io apprezzo la corta lenta… ognuno di noi l’apprezza, sono i parametri che sono differenti…bella ciaci…elogiamo la lentezza
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Commento di gio62
Il 28 Novembre 2008 alle 13:29
Bravo CIACI, è il pensiero di quelli che fanno lunghe distanze !!! Centrato in pieno !!! Basta che guardi chi arriva nei primi posti alle ultra trail !! i più bravi fanno 7/8 km all’ora, figurati gli altri !!! Continua così e non pensare al cronometro !!! L’importante è stare tante ore sulle “gambe”, poi il resto viene di conseguenza !! Ciao
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Commento di EMILIO MARCO
Il 28 Novembre 2008 alle 20:43
Ciao CIACI & pb,penso hai poeticamente espresso un grande “pensiero”cui,noi,ci stiamo portando,perchè sicuramente è e sarà molto più bello “correre” 6,7, ore piuttosto che…”2″ Quindi…ELOGIO ALLA LENTEZZA,COSì SOLTANTO SI POTRà GODERE DELLA bellezza della grande natura che ci circonda…
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Commento di valico
Il 28 Novembre 2008 alle 21:37
bello il racconto……………sottoscrivo quello che ha detto fluido
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Commento di runningmau
Il 28 Novembre 2008 alle 08:05
Finalmente è arrivato questo racconto sulla lentezza! Tu sai come mi trovi in pieno accordo.
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