TA delle prealpi Lecchesi
Tutti i giorni per una settimana a guardare le previsioni meteo per domenica sperando cambiassero in meglio, ma invano… ma pure io non ho cambiato le mie previsioni e ieri alle 8.00 assieme a Pinuccio, simone76, Silvano e Alessandro abbiamo imboccato a Erve il sentiero che porta a capanna Monza.
Niente neve all’inizio, sentiero solo un po’ sporco ma nulla di più. Continui gli attraversamenti al torrente Galavessa, …l’andatura tranquilla, l’equipaggiamento più da escursione che da trail tranne quello di Pinuccio che opta per scarpe da “gara”.
In prossimità di un bivio si sceglie il sentiero più comodo, quello di san Carlo, dove vi è una fonte (vedi foto) che sgorga acqua limpidissima. Da quel punto si entra nel bosco e la neve comincia a farsi sentire sul tracciato, dapprima molto bagnata poi sempre più compatta. Diversi i guadi sul torrente, che se prima erano fatto con ponticelli, ora si sorpassano cercando appoggi +/- precari.
La salita è di buon passo, le gambe cominciano ad affondare, ma il percorso e l’ambiente meritano tantissimo.
In poco più di un ora siamo a capanna Monza, dove ci saranno dai 30/40 cm di neve (vedi foto) … obbligo fare sosta per caffè.
Nel rifugio troviamo due ragazzi che vogliono tentare il rifugio Azzoni in vetta al Resegone, noi saremmo dovuti andare ai piani d’Erna…invece eccoci pronti anche noi per l’Azzoni.
Pinuccio in formato trail (vi ricordo le scarpe) fa la traccia del sentiero..che ovviamente non si vede essendo coperto dalla neve, che dal pass del fò raggiunge tranquillamente i 40/50 cm
L’avanzata è logicamente lenta, si passa sotto la bellissima ferrata del centenario (ho deciso che la farò in stagione migliore , vedi foto), la neve è sempre più alta. Il posto è molto suggestivo, ci si arrampica nella neve, per noi nelle retrovie è facile…anche se la pericolosità resta intatta, il percorso risulta battuto.
Uno spettacolo vedere Pinuccio fare da pesta neve, non si ferma un attimo.
Si arriva ad un certo punto dove cominciano ad assalirci i dubbi della corretta via. Il ghiaccio scende al posto della neve, la nebbia copre le cime,onestamente con la mia poca esperienza non me la sento di proseguire… non ho paura ma semplice rispetto della montagna.
Io e Simone76 , che mi trova d’accordo, rientriamo a capanna Monza, accorgendoci solo ora della poca strada fatta in 1 ora di schiaccia neve… detto che l’esperienza è stata bellissima.
E’ quasi mezzogiorno… direi che si può mangiare al rifugio abbandonando per questa volta l’idea di andare ai piani d’Erna . Poco dopo vediamo rientrare l’intera spedizione, che causa la nebbia ha preferito non proseguire oltre…la compagnia si siede a tavola (vedi foto) , dove il simpaticissimo gestore Luigi e la bellissima collaboratrice Elisa ci servono dell’ottima polenta e formaggio fuso e funghi , il tutto annaffiato con vino rosso. D’obbligo il caffè e l’ammazzacaffè..offerto !!
Si esce dal rifugio ben pieni in tutti i sensi, Alessandro e Silvano scendono alla macchina, io Pinuccio e Simone andiamo al Magnodeno. Il sentiero è un po’ più semplice di quello tentato per l’Azzoni, ma anche qui la neve abbonda. Non male comunque digerire sotto la neve. Si arriva abbastanza facilmente al Magnodeno, dove nel bivacco delle persone di terza età giocano a carte, ma non pensate che si arrivi in macchina al capanno….no no se la sono fatta a piedi pure loro.
Breve saluto di cortesia e si scende verso Erve, inizialmente si scivola un po’ , la pendenza è abbastanza marcata, poi si arriva su un fantastico crinale innevato (vedi foto) …spettacolo e infine nel bosco dove la neve man mano scompare all’abbassarsi di quota.
Arriviamo alla macchina…4° tempo a base di coca cola e poi rientro a casa con una esperienza che per me è stata positivissima!!! Ho corso poco …ma la fatica è stata al pari di una corsa….. se ricapiterà non mancate… eviterò solo la salita alla vetta




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